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 Erebia medusa (50) maurydv
(16408) | Grazie a Peter (batu), che mi ha chiarito i dubbi ed ha identificato questa farfalla come Erebia medusa
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Erebia oeme (Hubner, 1804)
Bright Eyed Ringlet (inglese)
Moiré des luzules (francese)
Erebia medusa (Denis & Schiffermüller, 1775)
Woodland Ringlet (inglese)
Moiré franconien ou Franconien ou Nègre à bandes fauves (francese)
Ordine Lepidoptera
Super famiglia Papilionidea
Famiglia Satyridae
Sottofamiglia Satyrinae
Genere Erebia
Satiridi
I Satiridi costituiscono la più vasta famiglia di Ropaloceri (circa 1500 specie) che, pur essendo cosmopolita, è diffusa col maggior numero di specie nelle regioni tropicali; in Europa ci sono circa 100 specie. Con alcuni suoi rappresentanti (ad esempio dei generi Erebia e Oeneis) può raggiungere le zone più inospitali dell'estremo nord e delle alte montagne. Nelle loro livree predominano i colori marrone e arancione nella porzione superiore di entrambe le ali. Tipico di questo gruppo di farfalle sono le macchie circolari ("ocelli") presenti in numero variabile in prossimità del margine delle ali anteriori e posteriori. Gli adulti sono di dimensioni medie o piuttosto piccole con scarso dimorfismo sessuale, e se presente è a carico delle maggiori dimensioni delle femmine.
Le uova sono ovali e allungate e presentanti coste. Le larve, con 2 prominenze sul segmento anale. sono tipicamente di colorazione mimetica con toni che vanno dal bruno al verde, presentano una pelosità diffusa su tutto il corpo e, di regola, si nutrono di notte. Le pupe sono appese a testa in giù come per i Nymphalidae o sono libere nel terreno.
Le piante nutrici sono principalmente le Graminacee.
Molti Satiridi hanno il volo a continui 'zig-zag', che li protegge dalla caccia degli uccelli predatori e preferiscono rimanere nelle immediate vicinanze del luogo ove sono schiusi, scegliendo spesso recessi ombreggiati. La maggior parte vola di giorno, altri sono crepuscolari e alcuni notturni. Diverse specie (particolarmente del genere Erebia) depongono le uova durante il volo.
Erebie
Il genere Erebia è molto vasto e comprende più della metà delle specie europee di Satiridi (complessivamente circa 70). Sono farfalle a livree piuttosto uniformi, brune molto scure con un bordo rossastro con ocelli, tuttavia nei dettagli sono molto variabili nell'ambito delle singole specie, per cui la loro identificazione risulta spesso difficile.
Montagne imponenti, valli modellate in tempi remoti dai ghiacciai e oggi percorse da torrenti cristallini, ondulate distese erbose … e ancora, praterie che si estendono ad un altitudine di 2000 metri, fra versanti boscosi di pini cembri, abeti e larici delle valli sottostanti e la brulla e impervia montagna vera e propria. Prati ricchi di vegetazione, circondati da un grandioso scenario di creste e vette, solcati da ruscelli limpidi e spumeggianti.
In Italia si trovano sulla catena alpina, ove possono raggiungere i 3000 m di altitudine, e sui principali massicci montuosi dell'Appennino settentrionale e centrale; a sud sono state trovate colonie isolate di alcune specie sul massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria.
Nelle Erebie, come per gli altri satiridi e per tutte le farfalle in genere, il dimorfismo sessuale differenzia per dimensioni e per colorazione i soggetti di sesso maschile da quelli di sesso femminile: i primi più piccoli e di colorazione più scura, mentre i secondi più grandi e con una peluria più folta sul tronco e sull’addome. La colorazione scura svolge l’importante ruolo di assorbire il calore prodotto dal sole permettendo a queste specie di rimanere attive anche in condizioni di temperatura dell’aria troppo basse per altre specie (condizioni climatiche tipiche della montagna). E’ infatti molto comune osservarle posate ad ali distese (aperte) sulle infiorescenze, sulle rocce o sulla vegetazione del sottobosco.
Le Erebia hanno di norma una generazione all'anno con sfarfallamento estivo e sono polifaghe su Graminacee. Molte entità vivono localizzate su piccole aree.
Continuo con la pubblicazione su TN di quelle specie di farfalle che ho già fotografato e che non ho ancora inserite nella mia galleria.
La fotografia
E’ stata scattata con il 300 mm. con lettura spot dell’esposizione e regolazione manuale del tempo e del diaframma, a un'altitudine di circa 1200 metri s.l.m. sulle Prealpi vicentine. Sono molto incerto sull'identificazione di questa farfalla e penso che la scelta dovrebbe essere circoscritta a Erebia oeme o a Erebia medusa e al riguardo preciso che il lato inferiore delle ali rispecchia quasi fedelmente il lato superiore. Erebia oeme e Erebia hanno areali simili e nelle Prealpi e Alpi orientali sono presenti entrambe. Personalmente propendo per Erebia oeme in considerazione che la ripresa è stata fatta a circa 1200 metri d'altitudine ed Erebia medusa vola in genere a quote più basse, anche se comunque può arrivare tranquillamente a questa quota e/o più in alto. La fotografia è stata scattata l'11 giugno, Erebia medusa vola già a partire da maggio in anticipo rispetto a Erebia oeme, che comunque vola a partire da giugno. Ringrazio coloro che sono in grado di stabilire un'identificazione sicura e al riguardo inserisco in WORSHOP un'immagine con poca profondità di campo, ma che mostra molto bene anche il lato inferiore delle ali. |
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